Dimmi che libri leggi (o vorresti far credere di aver letto) e ti dirò chi sei
Sto traslocando. Questo è il motivo per il quale i miei post hanno rallentato la loro frequenza. Ieri ed oggi è toccato ai libri ed ai CD ad essere riposizionati nelle librerie. Ci sono state delle vittime, le prime. Le riviste rimarranno nelle scatole in cantina. Qualche annata di Wired e Scientific American. Mi sebrano cosi obslete, e non tanto vecchie da riapparire come modernariato di elite, come i dischi in vinile. I CD sono passati dal salotto all’ultima mensola della camera da letto, in una posizione inaccessibile (ne compro ormai pochi, e tutta la mia discoteca è digitalizzata. Pensavo sistemando gli scaffali come è diverso da quando ero bambino, dove il punto di riferimento erano le enciclopedie. Non ne ho a casa sono rimaste impolverate a casa dei miei, pur avendo 2 bambini (l’ultima ricerca scolastica della grande e partita da Google). Alla fine libri in salotto sono quelli che più mi rappresentano (o meglio quelli che rappresentano ciò che vorrei essere) assumono un significato di comunicazione verso l’ospite, mi identificano come persona. Questo è se vogliamo per ora il limite della digitalizzazione. Non permette di esteriorizzare il contenuto. Ma è solo una contingenza, magari tra un po’ al posto dei quadri avremo degli schermi OLED che assolveranno al ruolo di mostrare la nostra esteriorità culturale (o presunta tale) ed intellettuale e sono sicuro che qualcuno troverà il modo di farne business (ed un paio di idee mi affiorano alla mente…).

28. Apr, 2008 








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