de Julio e la Rete come motore dello sviluppo del paese
Stefano Quintarelli riporta le dichiarazioni di Umberto de Julio rilasciate al Sole24ore:
La separazione societaria faciliterebbe infatti il progetto di investimento sulla nuova rete, allo studio del ministero dello Sviluppo economico. La soluzione migliore, ed è questa la seconda considerazione – sarebbe infatti quella di «creare un grande contenitore in cui far confluire anche i numerosi investimenti e iniziative regionali nella banda larga, con l’obiettivo dunque di dar vita a un progetto più ampio». In questo scenario il ruolo della Cdp avrebbe il duplice vantaggio di «contribuire alla realizzazione della banda larga e accelerare la realizzazione di questo piano». Del resto, conclude de Julio, «allo sviluppo della Rete è legato lo sviluppo del Paese».
Amen.
Quello che mi preoccupa, in tutti questi discorsi sulla NGN, è che si tralasci un aspetto fondamentale della questione. E vero che c’è in ballo il futuro di Telecom Italia e di tutto il settore, ma il broadband da solo non basta. E non saranno solo i sevizi “Over IP” a riaccendere il propulsore al mondo delle TLC. Senza un tessuto economico e finanziario che catalizzi lo sviluppo di un intero ecosistema di aziende capaci di creare innovazione nel mondo dei prodotti e dei servizi totalmente innovativi, che sfruttino il potenziale di una rete dalle prestazioni immense. Altrimenti sarebbe come costruire le migliori autostrade del mondo e non avere un industria automobilistica nel proprio paese..

07. Dec, 2007 








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